Liceo Scientifico Formazione . Analisi del territorio

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La provincia di Brescia, rispetto a quello che normalmente avviene in Italia, offre ai giovani maggiori opportunità occupazionali. I dati recenti diffusi dall’Istat indicano un tasso di disoccupazione provinciale molto basso.
Nonostante questo, i più giovani (15-18 anni) hanno maggiori difficoltà nell’avviamento al lavoro. Il livello d’istruzione dei giovani avviati al lavoro nel biennio 1999-2000 è decisamente basso, ma probabilmente la riduzione generale del livello medio d'istruzione è anche attribuibile all’aumento degli avviamenti dei giovani stranieri.
Comunque, oltre il 60% degli avviamenti femminili, avviene nel commercio e nel terziario, mentre i maschi per il 50% entrano nelle industrie.

  • Le tendenze principali nei settori economici sono le seguenti:
  • L’industria recluta in tutte le fasce di età;
  • L’artigianato assume soprattutto i giovanissimi nel commercio l’età intermedia (19-24 anni) nel terziario i giovani adulti (25-29 anni)

Il terziario e il settore del commercio assorbono gli avviamenti con i livelli di istruzione più elevati; l’artigianato ha invece il livello più basso. Nell'ambito dell’industria, il settore metalmeccanico è quello con il livello medio di istruzione.
Inoltre, si osserva una relazione significativa e diretta tra la diffusione dei contratti tradizionali (tempo pieno e indeterminato) e gli avviamenti nell’industria; mentre andamento opposto lo troviamo nell’ambito commerciale in cui si nota una relazione significativa ma inversa: fra questi prevalgono i contratti “atipici” e flessibili.
La media provinciale degli avviamenti con diploma è del 26% e la laurea è del 2%. Il dato più rilevante che si manifesta in modo omogeneo su tutto il territorio provinciale, riguarda la grande diffusione delle assunzioni di giovani in possesso del diploma di ragioniere (perito commerciale).
Comunque, la partecipazione al mercato del lavoro è tanto maggiore quanto più alto è il titolo di studio: studiare rende. Ciò è confermato dall'andamento del tasso di disoccupazione, che diminuisce all'aumentare del titolo di studio. Maggiore è l'investimento in istruzione, migliori sono le opportunità di trovare lavoro: questo fatto è vero ovunque, in Italia come all'estero.
Come rilevano i dati Istat, la laurea serve: la quota di occupati fra i giovani laureati, superate le difficoltà iniziali, è maggiore che fra i non laureati della stessa età. Tuttavia non tutte le lauree e i diplomi universitari sono uguali dal punto di vista dell'inserimento lavorativo: da un'indagine svolta nel 2001, fra le lauree che portano ad uno sbocco professionale più rapidamente e con un buon livello di soddisfazione ci sono quelle del gruppo di:

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  • informatica,
  • relazioni pubbliche,
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  • economia politica,
  • scienze statistiche ed economiche
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